Divina Volontà

Gesù a Luisa Piccarreta: « Figlia mia, coraggio, non ti abbattere troppo. […] Innanzi al mio Volere il tuo deve scomparire. E poi, è la santità del mio Volere che vuol essere conosciuta; eccone la causa. La santità del vivere nel mio Volere non tiene via, nè porte, nè chiavi, nè stanze. Invade tutto. È come l’aria che si respira, che tutti devono e possono respirarla. Solo che lo vogliano, e che mettano da banda (in disparte) il volere umano , il Volere divino si farà respirare dall’anima, e le darà la vita, gli effetti, il valore della Vita del mio Volere. Ma se non viene conosciuto, come potranno amare e volere un vivere così santo? È la gloria più grande che può darmi la creatura.

La santità delle altre virtù è bastantemente conosciuta in tutta la Chiesa, [...] ma la santità del vivere nel mio Volere, gli effetti, il valore che contiene, l’ultima pennellata che darà la mia mano creatrice alla creatura per renderla simile a Me, non è conosciuta ancora. Ecco perciò tutta la mia premura che si metta fuori ciò che ti ho detto. [...]

Solo voglio che le cose escano fuori ordinate, perchè una parola che manchi, un nesso ed un connesso, un periodo spezzato, invece di gettare luce mi getteranno tenebre, invece di farmi dare gloria e amore, le creature resteranno indifferenti. Perciò sii attenta. Ciò che ho detto Io, voglio che esca intero. »

 

«Luisa Piccarreta: “La Piccola Figlia della Divina Volontà”», pp. 59-60. Questo brano, datato del 16 luglio 1922, proviene dal manoscritto n. 14 di Luisa.

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