21.10.2013, lettera tra Cielo e terra

 

Anima mia,

se tu ti poni degli obiettivi, poi farai del tuo meglio per raggiungerli. E’ come una sfida che lanci a te stessa. Se li raggiungi, ti compiaci di te stessa, mentre, se non li raggiungi, ti senti delusa. Per quanto riguarda questi obiettivi, tu ti poni in giudizio come se quasi tutto dipendesse da te. In poche parole, anche se non mi escludi e tieni presente il fatto che anch’Io ho a che fare con la tua vita, non sono messo al primo posto. Tu sai che amo stare al primo posto, vero? Ma anche questo ha un motivo, perché il cammino di fede prevede che rinneghi te stessa, rinunciando al tuo modo di giudicare, non solo quanto interagisce con la tua vita, ma anche la tua persona.

 

Ho voluto che tu fissasti degli obiettivi da raggiungere ed erano pure facili. Ho voluto che ti rendessi conto che il risultato dipende da te e da Me in una proporzione che non puoi conoscere. Stai facendo un cammino di fede.

Essere consapevole della tua debolezza ti può causare sentimenti contrastanti. Puoi arrabbiarti con te stessa  (questo lo hai sempre fatto nel passato), ma puoi anche trovare motivo di gioia, anzi, trovare la gioia vera, per imparare a trovarla in qualsiasi occasione della vita.

 

Ripartiamo daccapo: se tu ti credi artefice della tua vita, cioè dei tuoi successi e insuccessi, potresti avere poche gioie e molte delusioni, perché i fatti, molto spesso, non accadono secondo i tuoi desideri. Ecco allora che l’imprevisto causa ansia e l’ansia può causare stress che, accumulandosi, porta molti guai. 

 

Mettere Dio al primo posto significa vivere da figli piccoli, che sono tranquilli e sereni, perché sanno che sono provveduti da un Padre Buono e Misericordioso, che ha cura di tutti e di ciascuno in modo perfettissimo. Questo però non autorizza nessuno ad essere pigro, perché ciascuno è chiamato a impegnarsi nel dovere del suo stato.

 

Fai bene la tua parte, nella certezza che Dio fa perfettamente la Sua.

 

Tornando al discorso iniziale: se tu ti sei fissata degli obiettivi e non sei riuscita a raggiungerli, pur impegnandoti, non rattristarti, perché anche questo insuccesso è servito a qualcosa di buono. Devi renderti conto che non puoi nulla da te stessa, cioè devi scendere nell’abisso della tua debolezza.

E’ nella consapevolezza della tua miseria che puoi scorgere, nella luce della fede, la Misericordia del tuo Dio, che ha cura di te.

 

Guarda, anzi contempla, l’amore che la mamma ha per il suo neonato. Io ti dico che è un nulla a confronto dell’Amore che Dio ha per te. Sai perché ti risulta difficile credere all’Amore di Dio? Perché hai la presunzione di sapere discernere cosa è bene e cosa è male e qui cadi (nella fede) perché non puoi scrutare il cuore degli uomini né, tantomeno, il Cuore di Dio.

Tu non puoi conoscere le cause dei comportamenti delle persone e non puoi comprendere l’eterno Volere di Dio di trasformare il male in bene. Ricorda che le sue Vie non sono le tue vie e abbassa umilmente il capo di fronte alla sua Sapienza, anche se non la comprendi.

 

Abbiamo iniziato questo discorso dicendo di propositi e obiettivi e Io voglio sottolineare il fatto che mi è molto gradito che i miei figli si impegnino per conseguire dei buoni obiettivi. Quando cercate il bene, Io sono sempre con voi e vi porto gli aiuti necessari. Tuttavia voglio farti comprendere che, se tu hai buone idee, puoi credere che Io ne abbia anche di migliori e che, se me lo concedi, voglio condurti nelle mie Vie, per farti raggiungere non solo gli obiettivi che ti eri prefissata, ma anche una crescita umana e spirituale. Quindi non permettere che la tua pace venga alterata se non riesci a raggiungere i tuoi obiettivi nei modi e nei tempi da te preventivati, ma credi che, se tendi al bene, Dio sarà sempre con te e ti guiderà perché tu ottenga ancor di più di quanto avresti sperato. Il tuo Dio sa servirsi di tutto per farti crescere, cioè per indirizzarti verso quella perfezione a cui sei chiamata e a quella gioia che il tuo cuore brama.

 

Non è difficile cadere in presunzione e ogni volta che il Signore vi umilia è per il vostro bene. Vivere la propria fragilità fa essere comprensivi verso la fragilità altrui. Ma la cosa più difficile è imparare ad amarsi integralmente, cioè imparare ad amare se stessi nello stato in cui si è, con i pregi e i difetti del momento, con la grazia che il Signore concede giorno dopo giorno, riconoscendo che ogni cosa fa parte del Suo Progetto d’Amore.

 

E’ anche bene mettersi in discussione perché, come si diceva poc’anzi, l’uomo deve impegnarsi a fare bene la sua parte, nella certezza che Dio fa bene la Sua. Bisogna essere accorti nell’introspezione, attingendo con abbondanza dalla Misericordia di Dio, che vi viene donata in misura infinita, perché possiate largheggiare sia per voi che per il vostro prossimo. 

Ci sono alcuni che sono troppo severi con se stessi e non riescono a perdonarsi: so bene che questo modo di essere è retaggio del passato, ma Io vengo a fare nuove tutte le cose.

 

Anima mia, credi al tuo Dio e gioisci per la sua Misericordia, imparando ad amarti come Lui ti ama. Attingi al suo Amore per te e, ugualmente, per il tuo prossimo.

 

 

Ricorda la mia Parola Eterna, custodiscila nel tuo cuore per meditarla e assimilarla:

” Io li traevo con legami di bontà,

con vincoli d’amore;

ero per loro

come chi solleva un bimbo alla sua guancia;

mi chinavo su di lui

per dargli da mangiare.” (Osea 11,4)

 

 

Risponde l’anima:

Padre mio, in molti modi mi hai fatto comprendere di essere troppo severa con me stessa, come atteggiamento abituale. Non so perché mi viene più facile giustificare le mancanze altrui piuttosto che le mie. Tu sai tutto e sai anche che questo mio atteggiamento sbagliato mi causa tristezza. Correggimi, Padre Buono, e continua a istruirmi con pazienza,  perché sono di dura cervice. So che vincerai le mie resistenze,  perché l’abisso della tua Misericordia è onnipotente sull’abisso della mia miseria.

Ti lodo, ti ringrazio, ti benedico e confido in Te.

 

E’ scritto : «Ritornate, figli traviati,

io risanerò le vostre ribellioni».

«Ecco, noi veniamo a te

perché tu sei il Signore nostro Dio. (Geremia 3,22)

 

Sia il tuo Amore preveniente, o Signore, a ricondurci a Te, perché non possiamo nulla da noi stessi. Abbi pietà di noi ed attiraci, con dolce forza, a Te perché Tu sei la nostra Vita e la nostra Salvezza. Ti lodiamo e ti ringraziamo come siamo capaci oggi e ti chiediamo la grazia di poterti amare con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutte le forze.

 

Santissima Trinità, Unico Dio, noi confidiamo in Te.

21.10.2013, lettera tra Cielo e terraultima modifica: 2013-10-31T04:52:54+00:00da dio_amore

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