10.07.2013, lettera tra Cielo e terra

“Ho peccato contro Dio e contro di te” dice il figliol prodigo al padre, quando torna a casa. Su questo episodio si possono fare molte riflessioni: prima di tutto vedi che il figlio si preoccupa del peccato verso Dio, come è giusto, e subito dopo esprime la consapevolezza e il pentimento del peccato nei riguardi del padre. Dio e il prossimo sono due realtà inscindibili e il peccato riguarda entrambe le dimensioni: verticale e orizzontale, come le braccia della Croce. Il peccato contro Dio è non vivere il comandamento dell’amore, che si esprime nel rapporto con il prossimo. 

Ti dicevo precedentemente di non accusare, perché sei figlia di un Dio che salva ed ora ti invito ad analizzare tutti i tuoi rapporti fraterni dall’inizio della tua vita. C’è forse qualcuno che non si è comportato come tu desideravi e, secondo il tuo giudizio, ha peccato contro di te? Mentre un tempo ti dicevo di non giudicare ora ti dico che puoi farlo, se lo fai con carità, senza accusare i tuoi fratelli.

 

Ho riflettuto tanto, Padre mio, sulla mia vita, passata e presente, e sono arrivata alle mie conclusioni, che sottopongo a Te per ricevere Luce e Insegnamento,  perché voglio essere una figlia obbediente . Ho considerato che nessuno è perfetto quaggiù e che ognuno ha “travi o pagliuzze” negli occhi e, di conseguenza, anche le relazioni fraterne non possono essere perfette. Credo che il peccato sia retaggio di tutti e che io non sono né migliore né peggiore degli altri. Male ho fatto e male ho ricevuto: comprendo di non essere in grado di valutare il grado di colpa mio e del prossimo.

 Ora, Padre mio, vorrei poter “salvare dalla colpa” ogni persona che in un qualche modo credo che abbia peccato contro di me. Ho incontrato tante persone nella mia vita e, per quel che mi riguarda, le perdono da ogni eventuale colpa. Se nei nostri rapporti ci sono stati dei problemi, io mi assumo ogni responsabilità davanti a Te. In effetti credo che, se avessi vissuto nella carità, certe situazioni penose non si sarebbero verificate, oppure si sarebbero risolte diversamente. Devo dirti, Padre Buono, che questo mio pensare mi dona tanta pace e credo che provenga da Te, che sempre perdoni e sei un Dio pietoso, lento all’ira e grande nell’amore. Non ho paura di Te, né del tuo Giudizio e ti ringrazio anche per questo, Dolcissimo Papà nostro. La tua Bontà non ha limiti.

 Mi presento a Te, dunque, chiedendoti perdono per tutte le mie mancanze di carità e, soprattutto, ti chiedo di assolvere pienamente i fratelli che hanno peccato contro di me. Ma questo non mi basta, e vengo a chiederti perdono per me e per loro, per i peccati contro di Te. Padre Misericordioso, noi tutti abbiamo bisogno di grazia sovrabbondante per esercitare bene il nostro libero arbitrio, per cercare e trovare la verità e seguirla con cuore mite e umile. Donaci il tuo santo Spirito: donalo a chi te lo chiede e a chi non te lo chiede, perché siamo tutti fratelli e figli Tuoi.  Grazie, mio Dio, di essere come Sei.

Istruiscimi, ti prego.

 Subito, piccola mia.

E’ scritto: “…. col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate, sarete misurati” (Matteo 7,2)

 E ancora: “non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati, perdonate e vi sarà perdonato” (Luca 6,37)

 La Pace che senti nel cuore proviene dal Perdono che hai ricevuto e ricevi dal tuo Dio e che rimane in te nella misura in cui sai donarlo agli altri. Infatti, se non sai donare il Perdono che ricevi dal tuo Signore, chiudi il tuo cuore alla grazia, soffri e fai soffrire, perché ti schieri dalla parte dell’accusatore.

 “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” è scritto in Matteo 10,8.

Ti faccio notare che questo versetto è preceduto dal mandato che Gesù diede ai suoi dodici discepoli: “guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni”. A te che sei una semplice fedele e che pensi di non avere incarichi particolari in ambito ecclesiale, cosa dicono queste mie Parole? Quel mandato e quei carismi pensi che abbiano qualcosa a che fare con chiunque intraprende seriamente un cammino di conversione?

 Padre mio, Tu sai tutto. Tu sai che ho desiderato tante volte servirti di più e meglio. Il mio desiderio però non era buono, perché avrei voluto una vita diversa da quella che Tu mi donavi, pensando che certe mie situazioni potessero essere limitanti. Ora comprendo che non è necessario fare chissà cosa, ma quello che importa è vivere in unione sempre più profonda con Dio. Ho anche desiderato carismi particolari, senza pensare che ogni cristiano può fare grandi cose, come cita il salmo 107. Non cercavo prima di tutto la tua gloria e mettevo me stessa al primo posto. Aggiungo che non me ne rendevo neanche conto e chissà quante altre volte ho peccato senza “sapere quello che facevo”. Perdonami,  correggimi e istruiscimi, Padre mio.

 Mi piace insegnare ai miei figli. Sì, il cristiano autentico deve mettere Dio al primo posto, e non si fa in un giorno solo, ma è necessario un lungo cammino di mortificazione del proprio orgoglio, per crescere nella verità e nella carità.

 Ma torniamo alla domanda che ti avevo posto e cioè al compito che spetta a tutti i credenti che non hanno ricevuto particolari carismi, per eseguire il comando di Gesù  di guarire gli infermi, risuscitare i morti, sanare i lebbrosi e cacciare i demoni.

 Ogni cristiano, degno di tale nome, che vive unito a Cristo e percorre un cammino di conversione, è pietra viva della chiesa, e collabora con la sua vita al Disegno Divino. La fecondità della sua vita è proporzionale alla sua unione con Dio. Lo ripeto: la cosa più importante è il grado di unione che l’anima raggiunge con Dio durante la vita terrena. Perché voi siete il Corpo Mistico di Cristo, che ancora guarisce gli infermi, che ancora risuscita i morti, che ancora sana i lebbrosi e caccia i demoni. Cristo si rende oggi presente nel mondo per mezzo vostro e compie le sue opere servendosi di voi. Aggiungo che può essere più utile la preghiera, di molte opere giudicate grandi dagli uomini. I miei pensieri non sono i vostri pensieri e le mie vie non sono le vostre vie. (cfr Isaia 55,8)

 Piccola mia, per oggi basta. So bene che vorresti sapere e conoscere di più. Continua a cercare la verità perché chi cerca trova, ma attendi pazientemente, perché c’è un tempo per ogni cosa sotto il sole.

 Porta il mio amore e il mio sorriso dovunque tu vada.

 

Padre Buono, grazie e sempre grazie, a nome mio e di tutti i miei fratelli.

10.07.2013, lettera tra Cielo e terraultima modifica: 2013-07-17T04:24:20+00:00da dio_amore

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