29.05.2013: Lettera tra Cielo e terra

Figlia mia,

 

voglio riprendere il discorso già iniziato, sul matrimonio. A tutti dico di comportarsi da figli della luce, con ogni bontà, giustizia e verità. Dite ciascuno la verità al proprio prossimo, perché siete membra gli uni degli altri (Efesini 4,25). Tanto più nel matrimonio!

Chi potrà sperare di ottenere giustizia dal Signore, se si fa alleato dell’avversario, proferendo menzogne? Sembra che sia più facile mentire con lo scopo di ottenere prima i risultati sperati, piuttosto che aspettare i tempi della Provvidenza, ma Io vi dico che chi si allontana dalla Verità lo fa a suo danno.

 Ci sono mogli che si lamentano perché hanno scoperto un lato collerico del loro sposo, che non conoscevano. Hanno paura della violenza, degli scatti di ira, delle conseguenze dell’irascibilità del consorte. A loro Io dico che Dio è un buon Alleato e che Lui è sempre al loro fianco, se loro stesse rimangono unite alla Verità. Con Dio non bisogna temere nulla, perché è un Buon Difensore. Necessaria è anche la prudenza, per diradare più possibile le occasioni di lite. Ma dico anche che nessuno è innocente e ognuno ha la sua parte di colpa. Io scruto ogni cosa e opero incessantemente per riportare la pace nei cuori e nelle famiglie.

 Se divampa un fuoco d’ira, si può alimentarlo o cercare di spegnerlo. Io proteggo gli umili e li incorono di vittoria. Ho dato alle donne tanti talenti: un cuore tenero, una sensibilità raffinata, dolcezza, intuito e una perspicacia particolare, perché fossero impiegati a fin di bene. Ho dato alle donne talenti di bontà e mansuetudine e un’abilità speciale per mediare tra contendenti al fine di riportare la pace. Le mogli, dunque, sappiano dare buoni suggerimenti ai mariti, consigliandoli nei loro dubbi e confortandoli nel bisogno. E i mariti ascoltino le loro mogli e ne abbiano stima, perché Io ne ho stima. Considerino che Io manifesto il mio Amore e la mia  Volontà anche per mezzo loro. Le donne siano sagge e sappiano impegnarsi  costantemente per il bene della famiglia e del prossimo, perché Io attendo la loro preziosa collaborazione.

Non ci sia competizione tra gli sposi, ma solo amore.

 Padre mio, forse non abbiamo capito cosa intendi Tu per umiltà. Forse qualcuno pensa che sia un denigrarsi, avere una bassa stima di se stessi, ma non è così, vero?

 Hai detto bene: non è così, anzi, è vero il contrario. L’umile ama Dio, ama il prossimo e ama se stesso.

Ama Dio perché lo imita nell’amare il prossimo e, così facendo, ama se stesso. L’umile sa che ogni Bene viene dal Signore e vive in costante rendimento di grazie, vivendo così un acconto di paradiso già nella vita terrena, perché in questo modo diventa partecipe della vita divina. Da questo puoi capire che il denigrarsi, o il denigrare il prossimo, è sempre sbagliato. L’umile è dimentico di se stesso e tutto proteso verso l’altro per favorirlo, per quanto gli è possibile.

 Entrambi gli sposi sono chiamati a crescere nell’amore vicendevole per mezzo della virtù dell’umiltà. Fino ad ora abbiamo detto del ruolo delle mogli e qualcuna si è sentita offesa nella sua dignità, ma non abbiamo ancora parlato in modo approfondito del ruolo dei mariti. Ci sono ancora tante cose da dire. Le mie Parole non sono dure, ma sono da comprendere in senso spirituale, per mezzo dello Spirito Santo, che rende accessibile la Luce al vostro intelletto.

 Padre Santo, Fonte di ogni Bene, accordaci la grazia di comprendere le tue Parole e di metterle in pratica perché possiamo camminare nelle tue Vie e compiere le opere che hai preparato per noi. Liberaci da ogni male perché siamo figli tuoi. Guariscici da ogni infermità perché possiamo proclamare e testimoniare il tuo Amore in questo povero mondo che geme e soffre la lontananza da Te.

Ti lodo, ti ringrazio e ti benedico per il tuo Amore senza limiti.

29.05.2013: Lettera tra Cielo e terraultima modifica: 2013-05-31T06:06:45+00:00da dio_amore

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